L'eco e la rima

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Per Sempre, titolo invero non molto originale, però mi piace... spero possa paiecre anche a voi
view post Posted on 15/6/2008, 17:27Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 22/12/2009, 22:14


ora, non mi è molto chiaro se dopo essermi presentato posso postare qui da subito... spero di sì, nel caso rimuovete pure... Buona lettura!


Per Sempre

Non appena l’arcimago completò l’incantesimo, l’Ombra venne risucchiata nel varco dimensionale e costretta in un mondo spoglio e privo di calore.
“Degno di lei” così aveva detto.
La folla acclamante si abbandonò ad un urlo liberatorio: l’essere che tanto li aveva terrorizzati non sarebbe più tornato a turbare i loro sogni.
E mentre i mortali festeggiavano e acclamavano il liberatore, il pensiero di tutti si allontanò dalla creatura che, in quello stesso momento, stava precipitando in un oceano di disperazione, mentre l’incantesimo la costringeva nella sua dimora, per sempre.
Per sempre, sorrise l’ombra senza felicità, come se quelle creature dalla breve vita potessero anche solo cogliere l’enormità dietro a quelle parole!
L’arcimago sarebbe morto. Suo figlio sarebbe morto. I figli dei suoi figli sarebbero morti.
E il ricordo della forza che tanto li aveva spaventati sarebbe divenuto leggenda, la leggenda mito, e quando la sua storia fosse diventata null’altro che un favola per spaventare i bambini, lei sarebbe tornata. Forse perché il mago incaricato di mantenere l’incantesimo l’avrebbe considerata una formalità inutile. Forse perché un pazzo l’avrebbe liberata, convinto di poterla controllare ed usare. Ma sarebbe tornata. L’Ombra non poteva morire per l’attacco del tempo, non poteva essere uccisa, non poteva essere controllata.
Immortale com’era, poteva aspettare qualche migliaio di anni.
Si avvolse in comode spire, ridusse al minimo le sue funzioni vitali e si dispose ad attendere.
Avrebbe solo voluto sapere perché quegli esseri la odiavano tanto.
Lei non li odiava.
Aveva ucciso alcuni di loro, certo, ma per mangiare: non facevano così anche loro? Non cacciavano forse i cervi sulle alture, per sostentarsi? Non allevavano perfino intere specie, privandole della libertà, per imbandire le loro mense? Cosa c’era di sbagliato in ciò che lei aveva fatto?
Forse i cervi si riunivano in branchi e attaccavano gli uomini per i loro omicidi?
Aveva colpito gli individui che meno erano utili al branco degli uomini, affinchè la razza non fosse privata di elementi preziosi e avesse prosperato, continuando a nutrirla.
Non facevano forse così gli uomini con le loro prede?
Ma a lei avevano urlato “codarda, vigliacca!”. Vigliacca? E perché avrebbe dovuto temerli? L’ombra non poteva morire per mano mortale.
Forse l’aquila teme il coniglio? E forse il coniglio odia l’aquila?
Che cosa c’era di diverso tra lei e quegli uomini superbi?
“E’ un essere immondo, scaturito dalle profondità dei Nove Inferni! Il potere che il mio dio mi ha concesso mi permette di vedere la malvagità che alberga nel suo cuore!” questo aveva urlato quel guerriero. Paladino, l’avevano chiamato.
Malvagia, lei? Era malvagio qualcuno che uccideva per mangiare? Pareva di si, secondo quanto diceva il paladino.
Ma allora cosa c’era che non fosse malvagio?
Perfino i vegetali sottraggono nutrimento alla terra per vivere. Sono dunque malvagi anche loro?
E le forze primordiali?
Non consuma forse il ceppo, il fuoco, per poter esistere?
Non erode forse la terra, il torrente, mentre scorre nel suo letto?
Sono dunque malvagi anche loro?
Ma non era peggiore ciò che gli uomini facevano? Le guerre, per esempio? Non uccidevano migliaia di persone senza un motivo apparente? E non era più orribile ciò che avevano fatto a lei?
Ogni anno, per sette anni, ne aveva divorato uno, e uno solo, la notte del solstizio d’inverno, scegliendolo tra i più deboli.
Quanti animali aveva immolato ogni singolo uomo in quel tempo? Quanti uomini erano morti in guerra, o uccisi per altri futili motivi?
Ma il paladino non aveva simili dubbi, e si era scagliato su di lei, lancia in resta, il vessillo al vento, le insegne di Heioroneus sfolgoranti sulla sua possente cavalcatura, invocando il potere del suo dio.
Carico di energia mistica, il colpo l’aveva colpita in pieno petto. O meglio, l’avrebbe fatto. L’Ombra non poteva essere ferita da mano mortale.
L’Ombra non aveva capito: era evidentemente superiore. Perché quella sciocca creatura non accettava la sua superiorità di predatore e non fuggiva? Perché si ostinava ad invocare su di sé la morte?
Aveva banchettato con lui, quel solstizio d’inverno. Ma avrebbe preferito non farlo.
Quello era un valido guerriero, non un elemento di rifiuto: il branco umano ne avrebbe sofferto.
Ma aveva scelto lui il proprio destino.
Ma nonostante quello, gli umani l’avevano scrutata con odio, accusandola di aver “brutalmente assassinato un puro guerriero della luce”. Brutalmente assassinato? Ma l’Ombra non conosceva violenza.
Si limitava a risucchiare via la vita dei viventi: a che scopo causare dolore? Solo dopo si nutriva.
Ed era stato il paladino ad attaccarla: lei non voleva quello scontro.
Da allora il villaggio, e poi le città vicine, e perfino i regnanti di regni lontani, avevano pagato mercenari, o avventurieri, come si chiamavano tra loro, per attaccarla.
Uno dopo l’altro l’avevano trovata, e uno dopo l’altro erano morti: quanti morti senza scopo. Non ne avrebbe uccisi così tanto neanche in cinquant’anni di caccia…
Poi, da ultimo era arrivato il mago… e con una rabbia insensata l’aveva condannata a quella prigionia.
Ma perché? Perché anche lui la odiava? Cosa aveva fatto per meritare questo?
Sarebbe uscita di lì, come le volte precedenti. E come le volte precedenti si sarebbe nutrita degli uomini per vivere. Come le volte precedenti sarebbero venuti ad ucciderla, e come le volte precedenti sarebbero morti. Finchè come le volte precedenti sarebbe arrivato un mago più potente di lei che l’avrebbe imprigionata, e come le volte precedenti sarebbe fuggita nuovamente.
Per sempre odiata. Per sempre scacciata. Per sempre sola.
Era questa la prigione dalla quale l’Ombra non poteva fuggire, questo il supplizio che tormentava i suoi giorni.
Il suo corpo freddo non era né mai sarebbe stato scaldato dalla pura fiamma dell’amicizia. Un’eternità di un freddo così profondo da togliere il respiro.
Ma l’Ombra non respirava, l’Ombra non aveva un cuore che potesse battere per qualcuno, l’Ombra non poteva piangere.
Persino il rifugio nel pianto le era negato.
Senza quasi accorgersene, l’Ombra si lasciò morire, spegnendo lentamente, quasi dolcemente, la fiamma che, nel profondo del suo essere, le dava la vita.
E il suo volto, per sempre conservato dall’incantesimo del mago, portava l’accenno di un sorriso, perché la morte aveva per sempre liberato quella creatura dal tormento.
Per Sempre.


I AM A SEXY SHOELESS GOD OF WAR!
Belkar Bitterlaf, the one who made a pally become a featless fighter and then cried because he couldn't kill her celestial horse.
I'M A SHAPESHIFTY REGRETLESS GOD OF NATURE!
Aorys, the one who was Akerdas Ejascolar; who fought against 4 apocalyptical demons for his body and his souls, and won; who kicked the Raven Queen's ass; who, against all bets about the world, didn't lose his hope; who create a new world knowing that one day it would fall, but that was not a right reason for not trying; who died differently to how he lived; who's memory and inheritance will inspire the new world's Champion, when the time will be. His path will go on forever to nowhere at all.
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Shveiran Ruzda, the one who killed endless men and won hopeless battle, only to end up eaten by the inside from the avatar he had sacrified these lifes to.
And the one who killed alone three NPCs and one PC and two PCs buffed by the gods(twice or thrice at head, damned partial DM) only to end up transformed in a hedgehog by a magicless cleric NPC with an artifact bow after the end of the adventure and without any good reason.
I AM A DEFENSIVE WEAKLESS GOD OF MULTIPLE PERSONALITY!
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Lorac il Reietto dell'Abisso, il demone cui venne strappato il cuore perchè si ribellò all'Abisso, che divenne un eroe, che scatenò l'Inferno contro l'Inferno stesso, e che morì con i suoi compagni per salvare questa terra.Che resti a memoria sua,di Akin il Sapiente dei Mondi, di Lain'O il Principe Leone, di Vorix il Quinto Esarca e di Seledorn la Custode delle Anime: morendo, conquistarono l'Inferno.
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The Blatta King, the one who...Hem...Who... Well, the one who was the Blatta King. What can I say more?
Jenova's genoma's in Genova
You Are 28% Evil: A bit of evil lurks in your heart, but you hide it well. In some ways, you are the most dangerous kind of evil.
Law's Game Style:Method Actor 92%,Tactician 83%, Storyteller 83%, Specialist 50%, Power Gamer 50%, Butt-Kicker 33%, Casual Gamer 8%
Smart Paladin(59% Combativeness, 23% Sneakiness, 68% Intellect, 53% Spirituality)
Io rido come un criceto isterico. Per fortuna non ho l'asma.
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