cedo che voi tutti abbiate sentito almeno una volta la frase che è il titolo della discussione, beh per me è un po' un cavallo di bataglia, l'ho scritta praticamente ovunque, e l'altro giorno ho creato anche una storia su di essa, da brava ottimista quale sono. L'ho scritta di getto mentre ero in classe e copiandola sul computer volevo inserire e cambiare molto cose, ma alla fine ho deciso di lasciarla così. Sicuramente sono ancora agli inzi e lo stile di scritura non può eguagliare le alre storie stupende che postate voi però spero che vi piaccia comunque...mi raccomando ditemi anche la più piccola cosa che non vi piace e che non va bene!
-È una brutta giornata, decisamente una brutta giornata-Ripetevo stesa sul mio letto fissando inespressiva il soffitto...fuori diluviava e la mia vita andava decisamente male. Erano giorni che non uscivo di casa, e ore che stavo lì senza fare niente.
Silenzio...solo un assoluto silenzio rotto dal cadere della pioggia contro i vetri, e poi lo squillo di un telefono. Non vi era nessuno in casa perciò toccava a me rispondere. Mi alzai decisamente contro voglia, il telefono era in cucina, due camere più in la, ma riuscii comunque ad arrivarci
-Pronto?-La mia voce era bassa, da giorni non dialogavo con nessuno, neanche con i miei.
-Vestiti, passo a prenderti tra cinque minuti-Era Josh, la sua voce l’avrei riconosciuta anche tra una miriade di persone, mi era sempre stato vicino quando ne avevo bisogno e neanche ora mi faceva mancare il suo sostegno.
-Ma sei pazzo? Lo sai che non è periodo, e per di più fuori diluvia-
-Appunto! Devi uscire per distrarti, e poi la pioggia non ti uccide mica!-
-Ma...--Niente ma! Tra cinque minuti, muoviti-Rimasi sola con il tu tu del telefono, non avevo scelta...quando si metteva in testa una cosa non si arrendeva finché non la portava a termine. Come promesso nel giro di cinque minuti era già lì sulla soglia della porta ad aspettare me che mi rinfilavo per la terza volta le scarpe perché al buio non indovinavo mai la giusta coppia, ecco cosa succede quando ti rifiuti di aprire la luce perché i tuoi occhi non sono più abituati a vederla, pensavo tra me e me. Ma Josh era ancora lì, mi aspettava pazientemente senza emettere un lamento, finché dopo 10 minuti riuscii a raggiungerlo
-Eccomi! Allora dove andiamo?-Chiusi la porta e afferrai un ombrello tra quelli che erano appoggiati lì fuori
-Sorpresa...non posso dirtelo ora. Dai apri l’ombrello che dobbiamo andare a piedi-Non ci potevo credere, mi costringeva a uscire di casa quando volevo solo stare da sola al buio e per di più doveva anche procedere a piedi? Speravo almeno che la meta valesse tutto ciò. Aprii l’ombrello un po’ riluttante e il primo passo fu i una pozzanghera, lo sapevo che non dovevo uscire, almeno ferma sul mio letto niente poteva andare storto, invece qui fuori...ma volevo dargli fiducia, per una volta volevo tenere a freno il mio pessimismo.
-Allora dove andiamo? In una pizzeria per provare ad affogare il mio dolore nel mangiare fino a scoppiare?-
-Negativo-
-Allora stiamo andando a casa tua così ci deprimiamo insieme? Potevi dirmelo rimanevamo da me che non c’era nessuno-Lo guardai stava sorridendo, forse avevo fatto centro...oppure no, visto che piano piano ci stavamo allontanando dal centro abitato per dirigerci verso la foresta.
-Ma dove stiamo andando?-
-La finisci di fare domande? Cammina e zitta-
-uff!-Mi fermai al centro della strada col broncio, ma bastò un suo sorriso, un suo dolce sorriso col suo sguardo supplichevole per farmi riprendere a camminare, stavolta senza fare domande. Avevo i pantaloni completamente bagnati, prendevo solo pozzanghera ...ciak, eccone un’altra, però a pensarci quel suono era divertente...ciak ciak ciak.
-Eccoci!-Eravamo in una piccola radura tra gli alberi che affacciava sull’intera città, non credevo fossimo saliti tanto. Ero senza parole, mi aveva portato in un posto isolato e all’aperto sotto la pioggia, ppue sapeva in che stato ero.
-Vieni qui e guarda-Si era seduto poco più in la tra l’erba bagnata, ma io non ero per niente intenzionata a seguirlo
-si, wow, stupendo! Ora torniamo a casa?-
-e dai vieni a sederti qui ti prego-
-ma è bagnato!-
-Ok allora vengo a prenderti io-Si alzò e giunto fino a me mi afferrò per un braccio e iniziò a tirarmi, ma avevo i piedi ben saldi a terra ed ero decisa non muovermi, sapevo che ogni mossa che avrei fatto sarebbe successo qualcosa di negativo.
-Non peggiorare la situazione, già va male anzi malissimo-No. Non si arrendeva e neanche mi ascoltava. Cambiò invece strategia e contro il mio volere mi sollevò da terra prendendomi in braccio e lasciando andare il mio corpo solo qualche metro più in là, poggiandomi sul suola bagnato...al contrario i ciò che pensavo quel contatto era piacevole. Non volevo arrabbiarmi con lui, in fondo voleva solo aiutarmi, ed era anche l’unico che ci provava. Decisi perciò di parlargli con calma spiegandogli la situazione.
-Josh, ti voglio bene e lo sai, ma conosci anche la situazione che sto passando, sono nell’incapacità di fare qualsiasi cosa a parte stare male, quindi ti prego torniamo giù-
-Lo stare male è proprio ciò che dovresti allontanare da te, non capisci...è proprio per questo che ti ho portata qui-
-Ma allora sei di coccio-Iniziai ad alzare la voce, mi ero proprio stufata, on sopportavo quel suo comportamento
-Non puoi chiedermi di ragionare in questo stato, lo sai che non ci riesco. Accetto solo dolore e depressione perciò se vuoi aiutarmi riportami a casa, altrimenti prendo e vado da sola-Lui sapeva che no sarei mai scesa da sola rischiando di perdermi, per questo invece di alzarsi cominciò a parlare rispondendomi con gli stessi toni
-Eh già...il ragazzo che ti piace non ti considera, la tua media a scuola è calata, i tuoi genitori ti assillano su tutto e continuano a litigare tra loro, ma al di la dei nostri problemi ce ne sono sempre altri mille molto peggio, se non riesci a superare queste stupidaggini come affrontare tutto il resto?-
-stupidaggini hai detto? Tu non sai, non sai niente! Chi ti dice che io un giorno vorrò affrontare il mondo...vivere non è una cosa che mi si addice-Piangevo...non potevo credere che l’unica persona su cui contavo mi stava girando le spalle. Beh, se non voleva capire fatti suoi, che se ne andasse al diavolo non avevo bisogno di lui.
Riprese a parlare urlando ancora di più, ma cosa voleva da me?
-Vivere è per tutti!se continui nel tuo pessimismo finisci per perderti tutto, diventi cieca e poi vieni a lamentarti da me perché sei sola al buio-
-Oh scusatemi tanto non la disturberò più se è questo il problema-Aveva superato tutti i limiti. Mi voltai per andarmene, preferivo perdermi nel bosco che rimanere lì, ma non ebbi il tempo di compiere neanche un passo che qualcosa mi afferrò il polso. Giratami di scatto mi trovai faccia a faccia con u Josh che ora tranquillo, mi sorrideva.
-Non voglio che te ne vada. Lo sai ti sono sempre stato vicino e continuerò a farlo, ma guardati intorno...al di là di quali siano i nostri problemi siamo circondati da un mondo che niente può impedirci di ammirare e di respirare a piano, neanche il problema più grande-Mi tolse l’ombrello di mano e con un dito mi alzò il volto verso l’alto, chiusi gli occhi...sentivo la pioggia cadere sul io viso ma non mi dava per niente fastidio, si poggiava lenta e poi scivolava giù per cadere al suolo. Sentii un lieve fruscio nelle orecchie nelle orecchie, erano parole calme che lentamente presero forma
-apri gli occhi e osserva il cielo, poi dimmi cosa vedi-Come suggeritomi sollevai lentamente le palpebre e fui totalmente sorpresa di ciò che mi trovai davanti. Tra le nuvole si faceva ora spazio un piccolo raggio di sole che andava a illuminare minuscoli fili d’erba poco più in la
-C’è il sole...ma come hai fatto?-
-Io non ho fatto niente, è sempre stato lì, sei tu che l’hai notato solo ora. Io non contesto il tuo dolore ne posso dirti che non pioverà, ma al contrario ti dico che ci saranno periodi in cui diluvierà e farà persino la grandine, ma se apri per bene gli occhi ti accorgi che c’è sempre un raggio di sole, anche se piccolo, che ci spinge avanti. Non dobbiamo abbatterci e rinunciare a tutto ciò, ma dobbiamo aggrapparci a quell’unico raggio e aspettare pazienti che tutto passi. Ci saranno mille cose che vorranno abbatterci e ci impediscono di ragionare, ma dobbiamo trovare la nostra forza e fermi, in silenzio sulla nostra strada, aspettare...-Ascoltai senza perdere una parola e poi presi ad osservarmi attorno, strano che ora tutto era sotto una diversa luce, sembrava tutto un altro mondo
-Josh?-
-si, che c’è?-
-qual è il mio raggio di sole? Non credo di averlo-Passò un dito sul mio volto asciugandomi una lacrima che scivolava giù, vedevo i suoi occhi rispecchiarsi nei miei e mi perdevo nel suo sguado
-Beh, ci sono io...non basto?-Mi prese tra le sue braccia e mi baciò cogliendomi completamente di sorpresa, ma allo stesso tempo confermando tutte le mie certezze. No, lui non era il mio raggio, ma il sole che illuminava le mie nubi di pioggia. Le nostre labbra si staccarono ma lui continuò a tenermi stretta fra le sue braccia
-Dove sei stato fino ad ora oh mia luce, quando non vedevo niente e procedevo a tentoni?-
-Io sono sempre stato qui...Non dire mai che non c’è sole perché il cielo si è momentaneamente oscurato-Mi sciolsi dal suo abbraccio e andai a sedermi più in la osservando l’intero paesaggio, i miei problemi non erano per niente passati ma tutto era così meraviglioso, e sapevo che quando sarei scesa di li e avrei dovuto fare i conti con tutto, l’avrei fatto con una nuova energia. Josh venne a sedersi vicino a me...l’osservai sorridendo, volevo fargli capire che apprezzavo tutto ciò che aveva fatto e faceva sempre per me, ma non sapevo come.
-Hai ragione! Niente e nessuno può impedirmi di vivere perciò aspetterò che la pioggia passi, e anche se starò male non mi farò di certo buttare giù ma sorriderò osservando il mio raggio di sole fiduciosa che tutto passerà-
-vedo che hai imparato la lezione....-Guardavamo entrambi l’orizzonte, aveva smesso di piovere e il sole stava tramontando mettendo fine
a quella giornata
-Già...Non può piovere per sempre!-